mercoledì 8 febbraio 2012

care ostetriche



In questi giorni ho fatto accese discussioni sul ruolo della doula con alcune neolaureate o laureande in ostetricia. Giovani battagliere che, armate delle migliori intenzioni, si dichiarano decise a riprendere il controllo del territorio, “come era un tempo” e a scalzare la figura della doula che si “sovrappone abusivamente alla figura dell'ostetrica”. Vogliono uscire dalla strettoia dell'ospedale e dalla timbratura del cartellino, a costo di qualsiasi sacrificio.
Bene, ne sono felice, sia benedetta tanta vocazione.
Vorrei però mettere in chiaro una volta per tutte che le doule non fanno quello che fanno le ostetriche, e con questo non intendo quello che non fanno più, ma quello che non hanno mai fatto.
Un tempo le ostetriche avevano le condotte, si occupavano interamente delle donne del loro territorio, dalla pubertà alla menopausa, dal travaglio al puerperio, assistendole quando avevano aborti e quando davano alla luce i loro bambini. Sapevano tutto dei problemi delle donne, erano spesso le loro confidenti, ma non avevano la pretesa di essere le regine del reame. Dove non arrivavano loro, c'erano le donne di famiglia e le “donne di esperienza”, le comari, come si chiamavano. Erano loro ad occuparsi di allattamento, cura del neonato, cura della puerpera. Quando le cose uscivano dalla normale fisiologia, arrivava la cavalleria: l'ostetrica. E quando si facevano ancora più complesse, arrivava l'intero esercito: il medico.
Oggi le cose sono cambiate, la società è cambiata, le famiglie sono cambiate. E' cambiata la cultura e sono cambiate le aspettative. Nascono meno bambini e a volte si arriva ad avere un figlio senza avere mai visto un neonato prima.
Sia chiaro, non ho nessuna nostalgia. Anzi, ogni volta che intravedo la mistica del bel mondo antico in cui le donne avevano la fortuna di essere circondate dalle donne della famiglia e del paese, quasi sempre impiccione, che le sostenevano nel delicato momento del parto, mi viene un attacco di orticaria. Mi vengono in mente i discorsi di mia mamma, di mia nonna e della mia ostetrica, e so che una delle ragioni dal rapidissimo passaggio dal parto in casa a quello in ospedale è stato proprio questo: la garanzia di non avere il fiato sul collo di suocera, madre e impiccione varie.
Però è innegabile che intorno alle neomadri c'è un vuoto. Chi è appena diventata mamma ha bisogno di un maternage.
Non solo, le donne oggi non sono più disposte, per fortuna dico io, a immolarsi con spirito di sacrificio, a soffrire in silenzio per le ragadi al seno, ad accettare tutto quello che la biologia sembrerebbe aver loro riservato. Dalla pillola anticoncezionale in poi, è stato un percorso inarrestabile.
Dunque, e' semplicemente questo spazio che la doula occupa, e non è mai stato lo spazio dell'ostetrica.
Mettersi a fare una riga netta, e disquisire se una doula possa o non possa controllare un corretto attaccamento al seno, lo trovo francamente ridicolo. Dire che solo le ostetriche possono essere di sostegno all'allattamento taglia fuori, oltre alle doule, le consulenti IBCLC, la Leche League, le Farmacie Amiche dell'allattamento, i centri Melograno, i gruppi di auto-aiuto... E non spiega come mai, ai corsi sull'allattamento tenuti da IBCLC io abbia incontrato sempre delle ostetriche (sì ragazze, non siamo zoticone così ignoranti come vi vogliono far credere). Ostetriche che studiavano intendo, non docenti!
Non riconoscere che il movimento culturale che si è mosso negli ultimi trent'anni intorno alla nascita è composto di tante figure, oltre alle ostetriche (e non parlo delle doule, fenomeno più recente in Italia), è un brutto buco della memoria.
Io penso che il mondo contemporaneo ci stia insegnando che il sapere collettivo vale di più di quello individuale, e che vale di più se è vario, ovvero se proviene da saperi ed esperienze diverse. Le doule, con la loro "bassa manovalanza", il loro stare vicino alle donne in casa nella quotidianità, presentandosi come compagne di strada, offrendo un maternage alla madre, hanno un punto di vista diverso da quello del medico, diverso da quello dell'ostetrica o da quello di uno psicologo. Non migliore, non peggiore. Insieme è meglio.
Ibu Robin Lim dice sempre che la doula è la migliore amica dell'ostetrica..... e noi siamo qui a litigare.

26 commenti:

  1. Marzia sei la chiarezza fatta persona, sei illuminante e di grandissima ispirazione. Forse aver accennato al maternage, in questo tuo post, può aiutare a capire dove si collocano le doule.Daniela

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  2. Grazie Marzia, questo articolo è forte e chiaro. Spesso per mettere bandierine si deturpa il territorio. Speriamo in futuro ci sia maggiore collaborazione e apertura mentale.

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  3. Bellissimo articolo e illuminante, concordo pienamente. Grazie Marzia!

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  4. Grazie Marzia, serena, concisa e precisa, con l'obbiettivo chiaro di tutelare il benessere di mamme e bambini

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  5. Ecco, io, a suo tempo, dissi questo: http://it.groups.yahoo.com/group/cerchi/message/6335
    Questa storia è un enorme spreco di energie.

    Con affetto.

    Ostetrica Laura Castellarin

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    1. Grazie, non avevo avuto modo di leggere l'intervento prima...e` davvero un enorme spreco di energia e di risorse...

      doula Roberta Plevani

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  6. grazie Laura, ricordo bene quel tuo intervento.... anzi, ce lo ricordiamo tutte!

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  7. Ma non potrebbe essere che le suocere impiccione, le vicine boccalone e le madri oppressive/apprensive vengano sostituite da questo esercito di esperte dell'allattamento, ostetriche itineranti e doule?
    Perdonate ma le donne mi sa che si sentono sole anche per colpa dell'eccessivo bombardamento di "studi scientifici" e aspettative che la società riversa sulle madri e il loro ruolo.

    Sono nata nel 1973 e già iniziavano a fare la loro comparsa i pediatri esoperti di periodo perinatale e postnatale. Poi con la scoperta dei neuroni specchio è stato un crescendo di pressioni e compressioni: se non allatti fino a tre anni d'età (al seno e del pupo) tuo figlio sarà scemo, se non lo riempi di coccole tuo figlio avrà disturbi psichiatrici da grande, se non lo porti in fascia si sveglierà 8 volte la notte, se non pratichi il co-sleeping diventerà un adulto insicuro e ansioso...

    La lista di "studi" e presunti esperti è talmente lunga da allargare quella crepa di cui oparla Marzia per farla diventare una VORAGINE di solitudine, inadeguatezza e perenni sensi di colpa.

    Vero, 30 anni fa c'erano ancora le suocere impiccione. Oggi c'è di peggio. C'è la LLL, l'IBFAN, i pediatri per amici, i melograni... che hanno deciso di trasformare la maternità in una caserma.

    Qualcuno pensa che la creatività, il "genio", il pensiero laterale nasca anche da un senso di disagio, da ansia, angoscia... possiamo dire alle madri che quello che saranno i loro figli non dipende (tutto) da loro?
    Che le madri non sono così INSOSTITUIBILI e DETERMINANTI per i loro figli? Che li si può tranquillamente portare al nido senza creare chissà che traumi? Che se non si allatta al seno non succede nulla di grave? Che si può abituare tranquillamente un bambino a dormire nel suo lettino e che se un bambino piange non è un dramma?

    Io non rimpiango il passato, ma se guardo il presente e il futuro (fatto di doule, osteriche, esperte di allattamento ecc...) mi viene un attacco di panico :) e rimpiango di non avere suocere e madri impiccione.

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  8. grazie Gekina, come spesso succede, sono d'accordo con te quasi su tutto.
    Sono d'accordo sul fatto che tutto il periodo perinatale andrebbe visto e descritto con un occhio un po' più sereno e demedicalizzato (e tutta questa ossessione che le ostetriche e solo le ostetriche possono stare vicino alle mamme mi pare vada nella direzione decisamente opposta). Personalmente raccomando sempre di non prendere mai niente per oro colato, nemmeno quello che dico io. Raccomando di non credere a quello che c'è nei libri capiscioni, a quello che viene detto in giro. Raccomando di provate, sperimentate, sentire quello che fa al caso proprio e buttare tutto il resto.
    Sono d'accordo sul fatto che bisognerebbe ridimensionare la superstizione parentale, ovvero che se la mamma fa A, sicuramente al figlio in età adulta succederà B. Da madri di ogni tipo nascono figli di ogni tipo, e il pensiero di un'onnipotenza materna senza limiti non fa bene a nessuno. Penso che come madri naturali avremmo molto da imparare dalle madri adottive, che si allenano ad accogliere un "Altro da Sè", che ha una sua storia, un retroterra che non appartiene a loro.
    Sono d'accordo sul fatto che il senso di inadeguatezza e solitudine delle madri è direttamente proporzionale al numero di esperti e studi più o meno scientifici che ruotano intorno alla maternità.
    Non sono d'accordo sul mettere la doula nel calderone degli esperti: la doula è una compagna di cammino, con più competenze di una suocera, meno impicciona, con la giusta distanza e soprattutto te la scegli. Io che ho letto il tuo libro, so che quella tua cugina che ti ha sistemato i cuscini e ha guidato tetta e testina di tuo figlio nel modo giusto.... ha fatto una cosa da doula. Ovvero, con con mano leggera, affettuosa e semplice.... ti ha fatto scoprire l'acqua calda. E quando ci si trova in un gorgo di difficoltà, è notoriamente la cosa più difficile da scoprire.
    Non sono d'accordo nemmeno nel mettere i melograni nello stesso calderone: per quella che è la mia esperienza, sono nati da mamme per le mamme, come gruppi di sostegno orizzontale, se così vogliamo dire.
    No, non credo tu rimpianga suocere e vicine impiccione. Io sicuramente no!

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    1. stefania battaglia1 febbraio 2013 12:43

      La doula e' una compagna di cammino, un'amica...a pagamento! Io non ho nulla contro chi sta vicino alle mamme per amore loro e del loro benessere, senza giudizi...ma sono convinta che farsi pagare per questo sia solo lucro.

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  9. Sai credo che forse mia cugina non ha fatto nulla. Forse mio figlio semplicemente aveva bisogno dei suoi tempi. Caso e necessità insomma :)

    Il problema secondo me è che non si vuole indagare la supposta solitudine delle madri.

    Da donna pratica come penso di essere, le donne spesso si rendono conto che avere un figlio è un'immane piacere ma pure una faticaccia. E se ne rendono conto quando la panza diventa troppo grossa per trascinarla altri due tre mesi in ufficio.

    Iniziano a capire che per inserire il fglio al nido c'è una lista d'attesa kilometrica. Che i nidi proivati costano metà di uno stipendio. Che i nonni non sono sempre disponibili (se ci sono e che una babysitter costa 8 euro l'ora).

    Si rendono pure conto che tutti hanno enormi aspettative sulla madre e quasi niente si aspettano dal padre.
    Che si arriva a lavoro assonnate e stanche perchè il pupo non ha chiuso occhio e anche se c'è un babbo amorevole... il senso di colpa ci costringe a stare sveglie :)

    I servizi sociali e sanitari offrono poco alle famiglie. Ma le aspettative materne sono enormi.

    Perdonami Marzia, penso di conoscerti un pochino e ti trovo una donna intelloigente e con una sensibilità non comune... ma la doula resta un surrogato di un disagio che va oltre un vuoto di confidenze.

    Spesso queste donne che diventano madri sono professioniste con una carriera che sta per nascere, donne che hanno studiato e non possono accontentarsi di crescere solo i figli... quando vedono che la maternità diventa un bivio dove spesso bisogna scegliere.... i risultati sono sotto gli occhi di tutti! E le doule e le osteriche "faccio tutto io" sono il risultato di questo dilemma che potrebbe rsolversi banalmente chiedendo più servizi ai bambini da 0 a tot anni.

    Faccio notare solo una cosa.... in questo discorso sulla maternità manca l'altra maternità... quella "non convenzionale".

    Parlo dei figli di immigrati con famiglie divise causa lavoro, le famiglie monoparentali, le famiglie con bambini portatori di disabilità.

    E' quantomeno singolare che in questo discorso su come crescere pupi sereni e diventare mamme perfette non si tocchi manco per sbaglio situazioni abbastanza frequenti (divorzio, immigrazione) e quelle meno frequenti... come aiutare genitori che per X Y motivi scoprono di avere un pupo con disabilità?

    Un'ultima cosa. I servizi offerti da dfoule e osterche "dedicate" sono per ora a pagamento. Voi siete la stampella di donne fortunate... le altre, quelle che non si possono permettere manco una donna de3lle pulizie due ore la settimana, le state lasciando sole con le vostre teore di maternità "bella e impossibile".
    Pensateci!

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    1. Ciao. Beh, le cose da dire sarebbero tantissime, e alcune ve le siete già dette…Io in due parole vorrei solo dirvi che la società che abbiamo in parte ce la costruiamo anche noi, e tutte queste cose – per te - orribili ce le stiamo costruendo anche con le nostre mani.La società così terribile sei anche tu, gekina, e sono anche io. E, per quanto mi riguarda, se c’è una cosa che non mi piace, faccio quello che è nelle mie possibilità, per cambiare quello che non mi piace e/o che secondo i miei valori a breve e lungo periodo è sbagliato o va male. E se ci credo, la gente in difficoltà posso anche fare qualcosa per aiutarla. Si chiama solidarietà. Dalla parola “solidale”. Ci sono doule che fanno volontariato, così come ci sono ginecologi che hanno lo studio privato e che fanno volontariato.Quindi, forse, non tutte sono lasciate così sole come credi tu. Non mi dire, quindi, che la doula è un sevizio solo per i ricchi. Inoltre, sempre secondo il principio che il mondo, si, è fatto cosi, ma si può anche cambiarlo,perché non pensare – così come è già in altri paesi – che un domani possiamo trovarci la doula al consultorio cosi come oggi ci troviamo l’infermiera, l’ostetrica, l’otorinolaringoiatra, l’assistente sociale, che danno un servizio anche a chi di soldi non ne ha proprio?
      50 anni fa non vedere morire un bambino di leucemia era un sogno, un ‘utopia. Oggi è + che possibile.E di esempi te ne posso fare un milione, basta che me li chiedi. Si, posso anche dirti, al contrario, che in un paese “ avanzato” come il nostro si morirà ancora molto di mesotelioma pleurico(leggi: danni da eternit), purtroppo.Ma posso anche dirti che , per merito di tante gente con due palle così, l’amianto non solo è fuori legge ma anche fuori uso da un po’ di anni. Insomma, le cose non vanno sempre bene, magari non ci va bene come ci ha lasciato le cose chi ci è stato prima di noi, su questa terra. Ma le cose possono anche cambiare. Le possiamo cambiare, sai?
      Non ti sto dicendo che sia facile. Ma neanche impossibile.
      C’è un libro che si chiama “Cosa tiene accese le stelle”, di Mario Calabresi, il figlio del Commissario Calabresi. Ve lo consiglio.
      ELena

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    2. Stefania Battaglia1 febbraio 2013 12:46

      Grande rispetto per doule volontarie! :-)

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  10. Evabbè.... il destino di chi ci fa scoprire l'acqua calda è questo: che poi gli diciamo "sarebbe successo in ogni caso, era solo il momento giusto..." :-)

    Guarda, sfondi una porta aperta.
    Non saranno certo la doule a risolvere un disagio che va ben oltre un efficace maternage. Ci sono problemi culturali e sociali che devono essere indagati e affrontati con gli strumenti appropriati (ma già discuterne mi sembra qualcosa di utile).
    E’ vero, potere scegliere di essere madre non garantisce, come si era creduto all'inizio, una maternità migliore. Non solo perché la libertà di scelta è forse un'illusione, ma perché appesantisce il peso delle responsabilità: più si è libere di scegliere, più si hanno responsabilità e doveri.
    E poi il mondo cambia a velocità vertiginosa: l’andamento demografico, le definizioni giuridiche di maternità e paternità, le nuove biotecnologie, le famiglie monoparentali, le famiglie allargate e quelle arcobaleno....E invece qualsiasi manuale, blog o sito sull’universo “bebè in arrivo” sembra ignorare volutamente questi cambiamenti. Saranno pur tutti figli del Signore no? Perchè se parliamo di contesti “non convenzionali”…. dobbiamo parlare di tutto.
    Quello che manca è un pensiero critico e spregiudicato, che vada oltre l'estremismo ideologico che si è sviluppato sulla maternità, ma che sia utile alle madri. Un pensiero che sappia articolare la complessità contemporanea senza fanatismi. E che si evolva dall'ossessione della madre perfetta per un figlio perfetto e felice, come se i figli fossero solo l'effetto delle cause genitoriali.
    Quanto al problema delle donne immigrate, spesso con scarsissime risorse economiche e la famiglia lontana, e dunque più sole delle altre, è un altro dei grandi problemi attuali. Cercare forme di scambio diverse dal denaro, per potere essere utile stampella anche in queste situazioni, è una cosa che alcune di noi fanno già, ma capisco che è una goccia nel mare, e che non basta. Però sono un’inguaribile ottimista e cerco di essere pratica: ognuno, nel suo piccolo e con quello che sa fare, se lo fa bene può operare alla fine grandi cambiamenti.

    Scusa se insisto, ma le doule non sono "faccio tutto io" (è un punto a nostro onore...!). E le maternità non convenzionali non le ignoriamo :-)

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  11. E invece qualsiasi manuale, blog o sito sull’universo “bebè in arrivo” sembra ignorare volutamente questi cambiamenti. Saranno pur tutti figli del Signore no? Perchè se parliamo di contesti “non convenzionali”…. dobbiamo parlare di tutto."

    Ecco sì, o si parla di tutto o si impone un modello unico.
    La verità? I blog delle mamme, le riviste per mamme (future o già), i manuali, i libri, gli/le esperti/e, parlano di una sola maternità. Quella "normale", a torto considerata la più diffusa.
    Non solo, ne parlano come se la madre fosse l'unico pilastro del bambino nei primi tre anni di vita. Come se questa donna non facesse altro che dare la tetta e portarlo in fascia e non avesse altri interessi...
    Insomma il discorso sulla maternità si colora delle odiosissime tinte nere del reazionario.
    Quello che già la Badinter ha denunciato.... un modello di materno fondarto su presunte verità biologiche e scientifiche. E contro la biologia e la scienza nonc 'è sopazio per il dialogo, ma per le più ottuse ideologie.
    E spiacenti, ma le ostetriche spesso se ne fanno portavoce.

    Personalmente auspico che l'attenzione sui bebè e le loro madri finisca presto. Che gli esperti vengano sostituiti da SERVIZI AI MINORI E ALLE FAMIGLIE. Che vce lo assicuro, son meglio di un'esercito di esperte IBFAN.

    Quanto alla solitudine. Ma lo siamo tutti, lo siamo sempre stati dalla notte dei tempi.
    Sembra che le neomamme improvvisamente perdano amicizie ed eventuali parentele...
    La verità è che non è che siamo sole - noi mamme - ma non abbiamo più tempo. E forse non siamo una generazione abbastanza matura e forte da accettare che sì, crescere un figlio è difficile e meraviglioso, e sbaglieremo un sacco di volte, e forse faremo anche qualche danno. Siamo genitori-bambini che riversano sui figli i sogni infranti di ex-figli.

    Crescere un figlio non è una scienza. Le disponibilità economiche e culturali cambiano da famiglia a famiglia.
    Io mi tiro su pensdando a Giuseppe Verdi, figlio di contadini che andava a suo9nare l'organo in chiesa. O a Kafka, pieno di insicurezze, fobie, paure.
    Insomma non è mica detto che un'infanzia con qualche incidente e una maturità "tormentata" portino necessariamente alla distruzione dell'individuo e dell'umanità tutta :)

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    1. Stefania Battaglia1 febbraio 2013 12:55

      Personalmente, credo che la mamma sia al centro di tutto il mondo, della societa' intera...e' vita e morte, forza e fragilita', gioia e sacrificio tutto insieme. Una donna che diventa madre e' nel momento piu' bello e piu' difficile della vita, e cosi' e' per tutta la cerchia di persone che le vogliono bene. Mi dispiace molto che l'ostetrica sia vista da te come colei che vuole ridurre tutto alla biologia e alle evidenze scientifiche, tutt'altro. L'ostetrica lavora sul senso di inadeguatezza di tutte le donne convincendole che solo loro, con le informazioni meno ottuse e piu' aperte possibili, sanno che cosa e' bene per il loro bambino, che questo significhi allattarlo o meno, lasciarlo piangere o coccolarlo, diventare casalinghe o portarlo all'asilo. Ogni bambino ha il suo carattere indipendentemente dalla sua mamma, ma lei lo conosce meglio di ogni altro E questo non vuole affossare le mamme cin enormi respinsabilita', ma piuttosto dar loro l'enorme coraggio di sentirsi adeguate e capaci.

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  12. Care Marzia e Gekina, perdonatemi se mi inserisco in questi ultimi vostri post, ma vivo a Milano in una delle zone più calde, ovvero quella di Via Padova, dove la concentrazione di extracomunitari è tra le più alte d'Italia; i miei figli vanno alla scuola pubblica (materna ed elementare) contrariamente a tanti italiani del mio quartiere che preferiscono le poche private qui presenti. Vi assicuro che in sette anni di frequentazione di mamme (e ben pochi papà) egiziane, marocchine, mauriziane, sudamericane o dello Sri Lanka per citare solo alcune provenienze nessuna si è mai lamentata della solitudine; il loro tessuto sociale è ricco perchè in terra straniera sono unite tra loro, chi con qualche parente chi con l'amica proveniente dalla stessa terra; nessuna si lamenta del fatto che il comune o lo stato manchi nel sostenerle perchè sono molto più informate di noi su quali sono le forme di sostegno alle famiglie e questo sempre perchè non sono sole, si passano le informazioni. Non è una puntualizzazione che faccio per innescare alcuna polemica, ma visto che io qui ci vivo e con Minù, Maria, Merwat, Antonica e tutte le altre ho fatto anche amicizia volevo solo comunicarvelo. daniela

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    1. A questo proposito:

      http://www.lettermagazine.it/2012/riflessioni/dal-diario-di-unolandese-volante-n-1-dalla-padella-alla-brace/

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  13. cara Daniela, ne sono felice!
    Io vivo a Bologna, frequento diverse realtà di stranieri e insegno in una scuola di italiano per stranieri.... non è sempre vero che le donne non sono sole, e non è sempre vero che sono molto informate su quello che il territorio offre.
    Ci sono donne la cui solitudine ho toccato e tocco con mano, ma mi fa piacere sapere che in una città grande come Milano, dove forse le cose si sono radicate maggiormente, non è così...fa ben sperare.
    Ci sono poi straniere che fanno comunità, altre che invece non la fanno. Penso alle europee, alle americane...
    Grazie

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  14. stefania battaglia1 febbraio 2013 12:34

    Cara Marzia Bisognin, sei molto chiara ma nel tuo discorso c'e' una sola pecca... Per fare "bassa manovalanza", maternage, come dici tu, voi doule vi fate pagare...le vecchie comari non chiedevano nulla in cambio alla donna checle chiamava. Inoltre, una puntualizzazione:avete un'idea, voi che avete un'altra professione oltre che quella della doula, di quanto sia difficile per una neolaureata in ostetricia trovare lavoro come libera professionista? Perche' sostieni che voi doule fate lavori di cui l'ostetrica non si e' mai occupata? L'ostetrica studia tre anni l'allattamento, la gravidanza, il puerperio, la rianimazione neonatale e la comunicazione empatica...e del suo operato deve rendere conto non solo alla donna e a se stessa, ma anche alla legge. Voi quando le cose vanno male, a chi rendete conto? Quante donne vengono in pronto soccorso da noi, perche' abbandonate da voi quando le cose non andavano piu' nel verso migliore...se il mio amico rimane vedovo, non vado a dargli consigli psicologici facendomi pagare...io non metto in dubbio che siate armate delle migliori intenzioni, ma allora perche' non vi iscrivete al corso di laurea in ostetricia? Il 50 per cento delle nuove laureate non trova lavoro...ma chi lo trova, offre alla donna sostegno e competenze e onesta'.

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    1. cara Stefania, come sarebbe a dire "Quante donne vengono in pronto soccorso da noi, perche' abbandonate da voi quando le cose non andavano piu' nel verso migliore"? Le doule NON si sostituiscono alle ostetriche, mai, e men che meno durante il travaglio e il parto. Se ci sono donne che arrivano al pronto soccorso perchè abbandonate dalle doule, se ne hai conosciute personalmente, se sei sicura di quello che dici, ti prego di parlare forte e chiaro, ovvero di fare nomi e cognomi, perchè significa che siamo di fronte a un abuso di professione vero e proprio.
      Personalmente non conosco doule che fanno questo e ho il sospetto che si tratti di una leggenda metropolitana, ma se mi sbaglio vorrei saperlo, con fatti circonstanziati.
      Sostengo che la doula fa quello che non ha mai fatto l'ostetrica perchè mi riferisco a quel genere di maternage che un tempo veniva svolto dalla collettività e dalla famiglia allargata, e che in nessun modo cerca di invadere lo spazio dell'ostetrica.
      Le doule sono alleate delle ostetriche, non concorrenti e tantomeno nemiche. Le doule promuovono la figura dell'ostetrica, in un panorama in cui le donne tendono, certamente lo sai meglio di me, a rivolgersi piuttosto al ginecologo.
      Vengo al primo punto che hai scritto: le comari non si facevano pagare, le doule sì.
      Beh un tempo tutta la società era articolata diversamente, erano tante le cose che si reggevano sullo scambio e sul baratto. Era tutto diverso, non esisteva il welfare, i bambini li potevi affidare alla vicina invece che al Nido, i vecchi vivevano in famiglia e non in Casa di Riposo, delle badanti non esisteva nemmeno il nome, persino le ostetriche e i medici del paese spesso venivano pagati con dieci uova e un cappone.
      Tante neolaureate non trovano lavoro, lo so, ma non è facendo la guerra tra doule ostetriche che si risolve il problema.
      Ciao e grazie dei tuoi interventi

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  15. È passato un anno e le cose sono peggiorate. Sono una vecchia ostetrica nonché rappresentante AIO.....la doula non esiste sulla carta .....nn è regolamentata per definizione nemmeno nel nord Europa dove è una figura spontanea gratuita. Qui è solo un business ....forse se decidevate di chiamarvi "donne che aiutano le donne" nn sareste incorse nell abuso di professione. Detto questo, ben vengano tutte le persone pronte ad aiutare una mammina alle prime armi. Baci a tutte. Roberta Rizzi

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    1. Scusami Roberta ma non capisco.... Perchè se ci fossimo chiamate "donne che aiutano le donne" non saremmo incorse nell'abuso di professione? L'abuso è definito da quello che faccio, per esempio se dico che sono un dentista e curo i denti alle persone, e invece non lo sono. O se dico che sono un'ostetrica, oppure che sono "come un'ostetrica" e faccio quello che dovrebbe fare lei....La doula è una donna che aiuta un'altra donna, appunto.
      Solo per fare chiarezza:se per Nord-Europa intendi l'Olanda, la doula ha un'altro nome (fiammingo) ma non è spontanea (studia) ed è pagata, eccome.
      E' passato un anno e le cose sono migliorate, direi invece, almeno per quanto riguarda i rapporti tra ostetriche e doule....!
      Ciao

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    2. lo stato italiano prevede per chi riceve un compenso lo dichiari e rilasci una fattura voi come dichiarate il compenso ricevuto per il vs intervento?

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    3. Lo stato italiano riceve le nostre ricevute di compenso e le nostre tasse, non lavoriamo in nero

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  16. Vogliamo parlare delle ostetriche che chiedono 1000 euro in nero per assisterti nel parto a casa? Generalizzare non serve a nessuno, fare bene ognuno il proprio senza pestare i piedi agli altri invece si

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