martedì 17 marzo 2015

Lettera aperta di un'ostetrica



Oggi ospito una lettera aperta di Valentina Bonomi, ostetrica e amica, su quello che definirei un brutto fattaccio di questi giorni.
Buona lettura



Alla presidente FNCO Maria Vicario e al direttivo tutto,

Sono Valentina, un’ostetrica libera professionista impegnata nel lavoro sul territorio accanto alle mamme.
Lo scorso venerdì mentre guardavo la home page di un social network a cui sono iscritta qualcosa attira la mia attenzione
 3 donne si abbracciano e sorridono in una foto per pubblicizzare un nuovo programma TV, sono ostetriche anche loro!
Il programma si chiamerà “ostetriche, quando nasce una mamma” andrà in onda su Real Time, canale di intrattenimento prevalentemente al femminile, dal 26 marzo.
Evviva!”, penso, finalmente qualcosa si muove e le mamme sapranno più precisamente come possiamo essere loro d’aiuto…
Nelle foto si legge la biografia in breve delle tre colleghe: due ospedaliere con decennale esperienza Mimma e Paola e Sara una giovane ostetrica libera professionista; fantastico, penso, anche le libere professioniste come me finalmente avranno un’occasione per raccontarsi.

Ma basta poco purtroppo per farmi ricredere e lasciarmi nello sconcerto,
Riguardando bene le tre foto che sembrano confezionate apposta per il pubblico…
Una delle tre, Mimma, ha in mano un ciuccio Paola invece ha in mano un biberon…non capisco…sullo sfondo campeggia la scritta Chicco…
Guardo meglio apro il sito, guardo il promo…
Tutto è chiaro e sono allibita, le signore di fatto partecipano ad un programma prodotto da Chicco che le mostrerà intente ad aiutare 8 neomamme al rientro a casa dall’ospedale…
Il promo e le pubblicità sono tutte un susseguirsi di biberon e immagini stucchevoli…e il rilancio dell’ostetrica? No ok forse qui c’è in ballo solo il rilancio di Chicco…
Come se la cosa non fosse abbastanza avvilente per delle professioniste serie, parlo dell’essere parte di un programma dove viene persino riportato l’elenco dei prodotti a marchio Chicco che compaiono nelle varie scene, c’è l’aggravante:
Forse le tre colleghe infatti ignorano o non si sono rese conto di avere di fatto violato un punto del nostro codice deontologico revisionato di fresco a luglio del 2014 che, precisamente al punto 3.6, sancisce l’adesione al codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno e al punto 5.3 e 5.4, già approvati prima di tale data, rinforza i connotati etici professionali

3.6 L’ostetrica/o favorisce l’attaccamento precoce madre/padre e bambino, promuove l’allattamento al seno e supporta il ruolo genitoriale. L’ostetrica sostiene e diffonde la donazione volontaria del latte materno. L’ostetrica/o altresì aderisce al Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, ne promuove il rispetto delle norme e si impegna a denunciarne eventuali violazioni.

5.3         L'ostetrica/o respinge qualunque tentativo di imposizione di comportamenti non conformi ai principi e ai doveri deontologici, dandone immediata notizia al Collegio professionale.

5.4         L’ostetrica evita ogni conflitto di interesse economico e non, che si può manifestare nei rapporti individuali, nella prescrizione, nei rapporti con enti, organizzazioni, istituzioni ed industrie.

Il codice per la commercializzazione dei sostituti del latte materno è stato promosso da OMS e UNICEF nel 1981 per proteggere madre e bambino in tutela all’allattamento al seno, regolamenta il marketing di latti in formula, alimenti per la prima infanzia e sostituti per l’alimentazione del lattante come ciucci e biberon (http://www.ibfanitalia.org/cosa-e-il-codice/ ). E pertanto di estremo interesse per la professione visto che l’ostetrica è l’operatore sanitario che ha tra i principali obbiettivi la tutela, la cura, e la promozione dell’allattamento al seno. Scrive a chiare lettere quale dovrebbe essere l’atteggiamento di strutture e operatori sanitari al punto 6 e 7:

6.5         Un’alimentazione a base di alimenti per lattanti, sia di produzione industriale che di preparazione casalinga, dovrebbe essere mostrata esclusivamente dal personale sanitario, o da altri operatori sociali; e soltanto alle madri o ai membri della famiglia che hanno necessità di ricorrervi; e l’informazione data dovrebbe includere una chiara spiegazione dei rischi di un uso improprio.

7.3         Nessun incentivo finanziario o materiale diretto alla promozione dei prodotti cui si applica il presente Codice dovrebbe essere offerto da produttori o distributori al personale sanitario o membri delle loro famiglie, né dovrebbero essere accettati dal personale sanitario o da membri delle loro famiglie.

7.4         Campioni di alimenti per lattanti o di altri prodotti contemplati dal presente Codice, o di attrezzature e utensili per la loro preparazione e consumo, non dovrebbero essere forniti al personale sanitario eccetto quando necessario nell’ambito di una valutazione professionale o ricerca a livello istituzionale. Il personale sanitario non dovrebbe consegnare campioni di alimenti per lattanti a donne in gravidanza, madri di lattanti e bambini o membri delle loro famiglie.

7.5         Produttori e distributori dei prodotti contemplati dal presente Codice dovrebbero dichiarare all’istituzione di appartenenza degli operatori sanitari qualsiasi contributo erogato ad un operatore o in suo favore per borse e viaggi di studio, assegni di ricerca, partecipazioni a conferenze professionali o simili iniziative. Tali dichiarazioni dovrebbero essere rese dal beneficiario.

Compreso il fatto che qui appare palese ed eclatante: gli operatori sanitari non devono accettare compensi ne farsi promotori.
Voglio persuadermi nell’assoluta buona fede delle tre colleghe che, in un momento di crisi profonda della nostra professione che da tempo cerca una strada di rilancio hanno visto in questo programma televisivo un’opportunità per noi tutte
Purtroppo però marketing ed etica professionale non vanno di pari passo e la violazione del codice deontologico è fatto grave.
Ancora più sorprendente e imbarazzante però è l’apparente silenzio della mia federazione in merito che, seppur bersagliata da email di colleghe indignate come me, ancora non risponde alle osservazioni…
Mi sarei di fatto aspettata un comunicato pubblico o almeno una risposta inoltrata per mail che rassicurasse sulla presa in carico della situazione.
Forse c’entrerà il fatto che l’inserimento del punto 3.6 del codice deontologico sia stato fatto perché “A monte vi sono state diverse spinte da parte della categoria al fine di introdurre tali modifiche.”  Come dichiarato dalla FNCO nella newsletter che ha fatto seguito alla modifica del codice deontologico…quasi a volersene chiamare fuori.
Forse gli impegni della neoeletta presidente Vicario sono rivolti ad altri apparenti bisogni che distolgono l’attenzione da queste voragini interne e risulta più importante dedicarsi alla denuncia di abusivismi piuttosto che ad un provvedimento disciplinare qual si voglia, anche solo un richiamo, nei confronti delle tre colleghe come dire non guardo la trave nel mio occhio per cercare quella nella tua…
Sarebbe un bell’inizio del mandato di Maria Vicario che si propone con lo slogan “rinascita Ostetrica”, perché almeno questa volta la rinascita parta dall’interno rinforzando i principi, i valori e l’etica di noi ostetriche e creando quell’alleanza tra ostetriche e donne che tanto si auspica basandola su principi di salute e non di marketing.

Questa lettera è stata volutamente pubblicata anche in forma di “lettera aperta” per far conoscere alle donne, alle mamme e a chiunque assiste la maternità che ci sono ostetriche che hanno fatto del codice per la commercializzazione dei sostituti del latte materno una propria linea di pensiero già da tempo e si sono dette molto felici all'entrata di questo all'interno del loro codice deontologico professionale quanto indignate nel vedere delle colleghe violare in questo modo i punti più basilari in un contesto che virtualmente raggiungerà milioni di persone.


7 commenti:

  1. Il commento vero a questa protesta ineccepibile vorremmo sentirlo da Marta Vicario presidente della FNCO

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  2. Purtroppo se c'è un codice di tutela è proprio perche' l'allattamento al seno è stat svilito calpestato boicottato e quasi distrutto da interessi economici.
    Rispettarlo in tutti i suoi punti sarebbe un gran bell inizio per ridonare a questo Paese le informazioni corrette per tutte le donne e mamme. Biberon ciucci sono ormai riconosciuti come INTERFERENTI GRAVI per chi vuol allattare, metterli in prima linea su foto e promo del programma ( che di solito sono piu' visti dei programmi stessi) non è stata affatto una buona mossa, non di certo a tutela dell'allattamento naturale.

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  3. Michele Grandolfo20 marzo 2015 02:23

    nsulto assoluto alla professione ostetrica, tradimento del giuramento di Lucina. C'è bisogno di una rivolta etica e politica. I gruppi di mamme di auto-aiuto prendano la parola tutti assieme e ogni ostetrica che ha rispetto della dignità della propria professione esprima esplicitamente la propria indignazione e ogni collegio (che ha il dovere di tutelare la dignità della professione ostetrica) esprima esplicitamente l'indignazione e auspichi provvedimenti severi. La FNCO raccolga e rilanci l'indignazione. Le ostetriche in ogni centro nascita facciano una pressione, con il sostegno dei collegi e della federazione, perché si modifichino radicalmente le pratiche al fine di renderlo ospedale amico del bambino, secondo il programma UNICEF. ALTRIMENTI SI E' COMPLICI!

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  4. Abbiamo sottoscritto lettera come associazione che sostiene e difende l allattamento materno e la maternità

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  5. Chiunque di noi ostetriche conosca quanto impegno e a volte fatica si faccia per avviare un allattamento esclusivo non può che prendere forte distanza da queste colleghe che hanno scelto di apparire più che essere... Anch'io spero in una presa di posizione forte e chiara dalla federazione e dai collegi, che tanto si lamentano della diserzione quando si deve votare!!
    Meno male che ci sono donne intelligenti e forti che non guardano la Tv dove di "real" ci sono solo le logiche commerciali e purtroppo qualche "professionista" che casca nella trappola senza rendersi conto del danno a carico dei neonati e delle loro mamme, oltre che delle Ostetriche

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  6. Sono una pedagogista e mi occupo del rapporto madre-bambino nei primi anni di vita.
    Sostengo l'allattamento al seno e lo ritengo un ottimo mezzo, messo a disposizione da madre natura, per accogliere un cucciolo d'uomo. I mezzi sono importanti, diventano parte attiva della relazione, vanno sostenuti e incoraggiati, nei primi mesi di vita sono volti a garantire la soddisfazione di alcuni bisogni. Scegliere di allattare al seno, rispetto all'uso del biberon, apporta innumerevoli vantaggi a mamma e bambino pertanto è giusto sostenere questa pratica ed incoraggiarla. Ma il fine, da tenere sempre presente, è la creazione di una relazione armonica ed equilibrata tra mamma e bambino, che premetta ad entrambi di sintonizzare bisogni e risorse e di trarre gratificazione della relazione.
    In merito al coinvolgimento diretto di alcune note ostetriche in una trasmissione televisiva Chicco rimango davvero stupita di fronte al silenzio e alla non presa di posizione della federazione e delle associazioni che normalmente si scandalizzano per molto meno e riportano con grande enfasi fatti molto circoscritti e molto opinabili. Ci si limita a riportare l'articolo scritto da una collega, la cosa mi sorprende parecchio!

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  7. Che malinconica indignazione mettono addosso queste cose! E' avvilente la scarsa qualità dell'informazione che arriva alle donne proprio nel momento in cui ne avrebbero più bisogno, alle prese con parto e neonati. Grazie a ogni singola ostetrica come voi che fa la differenza. Quando ho partorito la mia prima bimba in Italia (noi scriviamo a 4 mani, ma qui ora solo Cecilia) l'ostetrica che mi ha seguita mi ha fatto veramente capire la differenza con quello che il mio immaginario si era costruito...Fate un lavoro splendido! Peccato fare così tanta fatica a fare arrivare i messaggi giusti.

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