giovedì 13 febbraio 2014

Questioni di linguaggio


 Paul Klee, 1918

Si discute sulle parole.

E' meglio dire che "la doula aiuta a contenere il dolore con un tocco rassicurante dove la donna desidera, suggerendo visualizzazioni e rilassamento, sostenendola nell’assumere posizioni comode a lei più gradite" oppure è meglio non usare la parola comoda, perchè la "posizione giusta è funzionale, fisiologicamente allineata con la struttura della madre, la fase del travaglio e la presentazione del bambina"...?
E' meglio aggiungere al blando "suggerire visualizzazioni e rilassamento" un più forte "appresi dalla madre nei corsi di psicoprofilassi al parto da lei seguiti"....?
E' meglio parlare, riguardo al puerperio, di un morbido "aiuto per un buon avvio della relazione con il bambino", oppure è meglio usare la parola bonding?

Sono questioni di lana caprina o piuttosto sono questioni sostanziali?
Per conto mio si tratta di lana caprina, cavilli, ma voglio spaccare il pelo della capra in quattro e precisare che per conto mio:
  • la parola comoda è bellissima, suggerisce benessere e agio, mentre giusta e funzionale mi fa sentire la protagonista di un racconto di Asimov e non è consona al mio sentire di partoriente, per quel che mi ricordo almeno. Inoltre comoda è una parola rotonda, con quelle due o che si distendono nella a finale. Funzionale invece è una parola spigolosa e la lingua si annoda in quel unz.
  • psicolprofilassi (riferita al parto) è una parola che ormai non si usa più nemmeno in ambito sanitario. Si preferisce usare "accompagnamento alla nascita", grazie al cielo.
  • perchè dare per scontato che tutte le donne seguano corsi in ambito sanitario durante la gravidanza? E poi, una donna che non ha fatto un corso non è adatta ad avere una doula?
  • Bonding è una parola da addetti ai lavori. Più parliamo come mangiamo, e meglio è, direi. Quando arrivo in casa di mia figlia con il suo neonato in braccio, le dico che hanno una relazione meravigliosa, mica le dico "che bonding forte hai creato".




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