Visualizzazione post con etichetta incontri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta incontri. Mostra tutti i post

domenica 8 giugno 2014

Incontri in bus

Fernando Botero, la Gioconda


Salgo sull'autobus accaldata e conquisto un seggiolino libero. Di fronte a me è seduta una pingue giovane donna, capelli corvini e occhi truccati di turchese e arancione. Fa un commento sulle terrine di plastica colorate che ho appena comprato, e dalle terrine alla nascita del figlio il passo è così breve che non so ricostruirne i passaggi.

Io volevo fare l'induzione. Ho detto a mio marito "portami giù in Puglia - perchè noi siamo pugliesi - portami giù che voglio fare l'induzione. Volevo fare l'induzione perchè volevo che nascesse capricorno, come il figlio di Lady Diana, sai la principessa buona? E allora volevo fare l'induzione. Ma poi mio marito non mi ha portato. E allora una sera avevo fatto l'amore e dopo avevo mal di pancia, e poi mi sentivo tutta bagnata, dappertutto, così sono andata al S.Orsola e mi hanno sgridato perchè avevo fatto l'amore. E avevo un gran male, un gran male, un gran male.... e poi mi hanno detto "Signora questo è suo figlio" e me lo hanno fatto vedere. Mia sorella invece ha fatto l'induzione, ma non perchè voleva che il figlio nasceva capricorno.

Poi tira fuori dalla borsa un piccolo album consunto, e mi mostra la foto del figlio a pochi mesi di vita, poi a cinque anni, e infine adesso: un ragazzo di 27 anni.
Sono arrivata, la saluto e scendo.
Tempo totale: tre fermate di autobus.
Ma ce l'ho scritto in faccia....??

giovedì 23 agosto 2012

Siate clementi

 foto di Marzia Bisognin, da I Ragazzi del 77

Oggi ho incontrato una donna.
E' diventata madre negli anni 70, amava il suo lavoro ed è ritornata a farlo quando i figli avevano appena due settimane.
"Eravamo state educate a pensare che i figli fossero una questione di responsabilità, e per me questo sono stati: una responsabilità. Nessuno mi aveva mai detto che potesse essere un piacere".

E' una donna dolce, che cerca faticosamente di comprendere la grammatica interiore e i rimproveri della figlia che l'ha appena resa nonna.  
Ha portato i bambini all'asilo nido quando avevano pochi mesi: li vestiva al mattino presto e gli dava un ricambio per il pomeriggio, poi li accompagnava. Oggi ci sembra un delitto, ma allora funzionava che i bambini venivano vestiti con abiti dell'asilo, ovvero spogliati della loro identità domestica, dei loro odori, delle loro copertine Linus  e delle loro usanze, per poi esserne rivestiti al momento del ritiro. Era comodo, e tutti i bambini erano uguali, insomma era democratico e il sistema aveva i suoi pregi, nonostante tutto.
I figli di quella generazione di madri che hanno abdicato ad un ruolo che gli veniva imposto da secoli di asservimento, hanno sofferto di una mancanza, di una sorta di stitichezza affettiva,  e accusano giustamente il colpo.

Vorrei dire, a queste giovani madri: vi capisco davvero, ma se oggi potete rivendicare il diritto di godervi il piacere di essere mamme, il piacere e il diritto di difendere la maternità come esperienza esistenziale, lo dovete anche anche a quella generazione di madri che hanno scandalosamente abdicato al ruolo che veniva loro imposto.
Vi capisco, ma siate clementi, oggi non sareste dove siete, se non fosse per loro. Siate clementi.

venerdì 10 agosto 2012

Pensieri d'estate

 Keith Haring


Una sera d'estate, per trovare sollievo al caldo, vado in gelateria. C'è una giovane donna seduta con un infante nuovo nuovo in carrozzina, di appena quattro giorni. Lei sta chiacchierando con una signora che nella gelateria ci lavora. 
Mi siedo poco lontano e oriento le orecchie come fa il mio gatto per sentire quello che si dicono, perchè sono curiosona. 



La giovane mamma racconta come intende dare delle regole fin da subito al bambino, ovvero poppate regolari, nanna rigorosamente nel suo letto, e non cedere alle sue lagne per farsi sempre prendere in braccio. Il piccolo finora non ha fatto che mangiare e dormire, come del resto fanno spesso i bambini di pochi giorni, dunque la mamma sta predisponendo il programma a mente fresca, con il piglio di una preside che debba dirigere un istituto scolastico frequentato da ragazzi difficili.
Di fronte a questi discorsi quello che mi sconforta di più è la mancanza della ricerca del piacere. Ma come, ti arriva questo bestiolino selvaggio che vive solo dei suoi sensi, e l'unica cosa che ti viene in mente di fare è educarlo?
Una madre non può dare cura, attenzione, nutrimento e amore solo per altruismo, per spirito di dedizione materno. L'amore è una relazione e, se non ne traggo anche il mio piacere, non funziona. La maternità non è mica un territorio franco, con regole tutte sue, e le madri son pur sempre donne.
Godiamoceli questi neonati, lasciamo che la vertigine della passione ci prenda, spupazziamoli con gusto, odoriamoli, facciamoci contagiare dalla loro carnale animalità. Loro ne trarranno grande gioia, ma anche noi. Il tempo per fare ordine, il tempo dei patteggiamenti e dell'organizzazione arriverà, non occorre avere tanta fretta.
Che cosa penseremmo di una coppia di innamorati che fin dal primo giorno mettono le briglie al loro desiderio di volare e fare cose pazze, con il solo scopo di pianificare il futuro?