domenica 8 giugno 2014

Incontri in bus

Fernando Botero, la Gioconda


Salgo sull'autobus accaldata e conquisto un seggiolino libero. Di fronte a me è seduta una pingue giovane donna, capelli corvini e occhi truccati di turchese e arancione. Fa un commento sulle terrine di plastica colorate che ho appena comprato, e dalle terrine alla nascita del figlio il passo è così breve che non so ricostruirne i passaggi.

Io volevo fare l'induzione. Ho detto a mio marito "portami giù in Puglia - perchè noi siamo pugliesi - portami giù che voglio fare l'induzione. Volevo fare l'induzione perchè volevo che nascesse capricorno, come il figlio di Lady Diana, sai la principessa buona? E allora volevo fare l'induzione. Ma poi mio marito non mi ha portato. E allora una sera avevo fatto l'amore e dopo avevo mal di pancia, e poi mi sentivo tutta bagnata, dappertutto, così sono andata al S.Orsola e mi hanno sgridato perchè avevo fatto l'amore. E avevo un gran male, un gran male, un gran male.... e poi mi hanno detto "Signora questo è suo figlio" e me lo hanno fatto vedere. Mia sorella invece ha fatto l'induzione, ma non perchè voleva che il figlio nasceva capricorno.

Poi tira fuori dalla borsa un piccolo album consunto, e mi mostra la foto del figlio a pochi mesi di vita, poi a cinque anni, e infine adesso: un ragazzo di 27 anni.
Sono arrivata, la saluto e scendo.
Tempo totale: tre fermate di autobus.
Ma ce l'ho scritto in faccia....??

lunedì 2 giugno 2014

Catastrofi naturali







Da alcune settimane i Balcani sono stati devastati da un’alluvione apocalittica. 
Amo quei paesi e ci penso ogni giorno. In particolare a neonati e madri con figli piccoli, o partorienti, in villaggi che per giorni sono rimasti isolati, tuttora immersi nel fango e nelle macerie, senza accesso ad acqua potabile.
La zona alluvionata è molto estesa: Bosnia, Serbia e Croazia. Un milione e mezzo le persone colpite, trentamila sfollati, 77 morti accertati.
Interi paesi sono stati sommersi, infrastrutture gravemente danneggiate, migliaia di frane e smottamenti, case crollate. Agricoltura distrutta, paesi ancora isolati e senza acqua potabile, migliaia di animali morti. Un grave problema è lo spostamento delle mine: non tutto il territorio era stato bonificato dopo la guerra degli anni 90 e tante aree erano tuttora recintate e segnalate. L'alluvione ha smosso gli ordigni inesplosi.
Non starò qui a cercare di capire perché in Italia se ne parla così poco, ma comunque è così. Ci sono diverse associazioni serie che stanno raccogliendo denaro. Io segnalo queste due, perchè le conosco bene e perchè da anni lavorano sul territorio. Grazie a tutti!

http://www.oxfamitalia.org/dal-mondo/emergenza-alluvioni-in-bosnia-oxfam-raggiunge-le-zone-colpite

http://www.alexanderlanger.org/it



giovedì 24 aprile 2014

Storie di guerra

Il violinista verde - Marc Chagall


Ogni anno, quando si avvicina il 25 aprile, ci penso.

Una donna in pieno travaglio in tempo di guerra, in un paese dell'Appennino occupato dall'esercito tedesco, arriva a un posto di blocco. Lei ha un pancione enorme e le sue doglie sono evidenti, probabilmente ha paura. Il soldato tedesco è molto giovane, si emoziona di fronte a questa boccata di vita e decide di scortarla affinchè arrivi all'ospedale sicura e indisturbata. Ha con sè un violino e per tutto il tragitto accompagna il travaglio della donna suonando l'Ave Maria di Schubert.
E' nata una bambina, che da grande è diventata la mamma di un ragazzo che mi è molto caro, e ha sempre raccontato questa piccola e meravigliosa storia della sua nascita. Poi ha avuto un brutto incidente ed è morta prematuramente. Al funerale il figlio ha raccontato questo episodio sulla sua nascita, e ha scelto l'Ave Maria come colonna sonora del suo ultimo viaggio.

martedì 15 aprile 2014

Scambio di embrioni

Ibu Robin Lim & family

Scambio di embrioni in un ospedale romano. Forse sono coinvolte due coppie, forse invece sono coinvolte molte coppie. Panico, choc, angoscia, disperazione. Queste sono le parole che rimbalzano negli articoli che raccontano la vicenda.
Una fecondazione eterologa non per scelta: sembra fatto apposta, in questo momento. Invece sono state coinvolte persone inconsapevoli,  a causa di un errore umano o forse a causa di vera cialtroneria diffusa.
Capisco, capisco ognuna delle parole drammatiche che vengono usate per narrare la vicenda.  Eppure non riesco a non pensare a questa storia con un sorriso, non riesco a non pensare alle imprevedibili strade che prende la vita, agli sberleffi del destino, se vogliamo chiamarlo destino, a quanto l’inizio della vita possa essere davvero speciale, direi persino leggendario.


La scienza della genetica e le tecnologie biomediche  ogni giorno ci aprono conoscenze nuove e possibilità impensabili fino a pochi anni fa, e siamo molto lontani dal vecchio mater semper certa est, pater nunquam. La modernità ci costringe a ripensare il concetto di madre e di quello di padre, così come del resto ci costringe a ripensare al concetto di natura e di cultura.


I figli non ci appartengono, come non ci appartengono le persone che amiamo, ma certamente appartengono a noi tutti, come comunità.  Cogliamo questa vicenda come un’occasione per pensare, senza rimpiangere il passato e possibilmente non ascoltando cardinali oscurantisti e rasponi..... in fondo anche Giuseppe fu padre di un figlio non biologicamente suo. E che padre!