domenica 7 agosto 2016

Di chi sono le tette?


Questa è una delle immagini scelte dall'Unicef in Francia per promuovere l'allattamento materno.
Immagine tenera, bambino che poppa soddisfatto, mamma con sorriso romantico, papà che contiene entrambi in un abbraccio. Lo slogan: l'allattamento non è solo un'affare di donne.
Immagino, anzi non ho dubbi, che l'intento dell'Unicef fosse quello di dire che una donna che allatta ha bisogno di sostegno, in primis dal suo compagno. E però a me fa venire l'orticaria, e non solo a me, a giudicare dalle reazioni di molte donne in Francia.
Veniamo tutti, uomini e donne, da una cultura secolare che vedeva le donne come una proprietà degli uomini. Prima erano proprietà del padre, che poi le accompagnava all'altare per consegnarle ai mariti. E se non si sposavano restavano zitellamente nella casa paterna, oppure potevano scegliere di diventare spose del Signore. Se avevano troppi grilli impazienti per la testa erano non di rado giudicate matte e i manicomi erano pronti ad aprire le porte. Prima ancora ne hanno bruciate tante, chiamandole streghe.
Non sono tempi così lontani. Settanta donne uccise in Italia in otto mesi dai loro ex dicono che le donne non possono ancora considerarsi autonome, libere, e non un possesso dell'Homo Masculus.
Perciò cara Unicef devi stare attenta a usare le parole. Dire che io, in quanto madre di un neonato, ho bisogno di sostegno, di cura, di attenzioni è sacrosanto. Dire che il latte materno è la norma biologica è pure sacrosanto. Ma la frase che hai usato su quella foto non si può sentire, dice che le mie tette non sono solo affar mio, che quello che decido di fare con il mio corpo non è solo affar mio. 
Il corpo della madre non è un bene comune, non lo è il suo seno come non lo è il suo utero.
E poi scusa, se il compagno è lì per sostenerla, perché la sovrasta e si appoggia a lei?
Così, tanto per dire.


sabato 26 marzo 2016

Oddio....sono incinta!


E un bel giorno….. siamo in attesa. Il giorno prima non lo sapevamo, forse lo sospettavamo, forse ci speravamo o forse no, ma all’improvviso lo sappiamo.
E adesso?
Siamo emozionate, siamo felici, siamo frastornate, magari solo spaventate, assalite dai dubbi. Forse proviamo le emozioni che ci aspettavamo di provare, forse invece proviamo emozioni che non ci saremmo mai aspettate di provare.
E adesso....?

E adesso viviamo la vita come viene, cambiamola e rivoluzioniamola se ne abbiamo voglia, ma non cambiamola per dovere. Non dobbiamo essere come laboratori asettici  e non dobbiamo dimostrare niente a nessuno. Godiamoci la gravidanza per quanto ci è possibile, vogliamoci bene, perdoniamoci se non siamo come vorremmo essere. Apriamoci al cambiamento, accettiamolo, assecondiamolo.
Spassiamocela con il nostro corpo e impariamo a conoscerlo meglio, ascoltiamo i cambiamenti in atto, coccoliamolo, regaliamoci dei piccoli piaceri. Facciamo cose che abbiamo sempre desiderato fare.
Circondiamoci di bellezza, camminiamo nella natura, usciamo a guardare la luna.

Informiamoci, leggiamo, facciamoci raccontare, mettiamo a fuoco le nostre aspettative, gettiamo le premesse per tentare di realizzarle, ricordando che nostro figlio potrebbe riservarci delle sorprese e mandare all'aria tutti i nostri progetti. 
Frequentiamo un corso di accompagnamento alla nascita, scegliamo quello che ci ispira di più. I percorsi di accompagnamento alla nascita favoriscono la fiducia nelle proprie competenze e aiutano i futuri genitori a vivere in modo più sereno e consapevole l’esperienza della nascita e l’accudimento del bambino. Potremo conoscere e comprendere i processi fisiologici della gravidanza, del parto e del puerperio. Il confronto nel gruppo e lo scambio di esperienze ci aiuteranno anche a  scegliere qual è il luogo del parto più giusto per noi, quello che ci fa sentire più sicure e a nostro agio.

Proviamo, sperimentiamo, prendiamo quello che ci è utile e buttiamo  tutto il resto.

Stiamo vivendo il tempo della lunga gestazione, il tempo necessario per far nascere un bambino o una bambina, a volte due. Ma è anche il tempo per far nascere una madre e un padre. Assaporiamolo questo tempo, viviamolo profondamente.

mercoledì 23 marzo 2016

Notizie dal mondo della nascita

Uno
Comincio questa breve e molto parziale panoramica su quel che è successo ultimamente nel mondo della nascita con questa foto. E' stata scattata il 12 marzo nella tendopoli a Idomeni, che io non sapevo nemmeno dove si trovasse fino a poche settimane fa. Ora lo so e lo sappiamo tutti, è in Grecia al confine con la Macedonia.
L'acqua di quella bottiglia è certamente fredda sulla pelle di questo neonato appena sgusciato da un ventre caldo, e tutti indossano abiti piuttosto pesanti, ergo anche l'aria è fredda. La bambina che sbuca dalla tenda sorride, perchè un bambino che nasce mette le ali al cuore anche in mezzo al fango. Nulla è dato sapere della donna che in quella tenda ha partorito, e quando ho visto la foto il mio pensiero è andato a lei.




Due
Un accesissimo dibattito sulla GPA, o GDS o maternità surrogata o comelavoletechiamare, ha contornato la controversia sul Ddl Cirinnà. A volte è stata una bella e necessaria discussione, altre volte autentico scontro e altre volte un guerreggiare tipicamente feisbucchiano a colpi di aforismi ad effetto. Il tutto ha raggiunto l'apice quando è scoppiata la notizia della nascita del piccolo Tobia, figlio di Vendola e del suo compagno.
Qua di seguito metto una selezione tutta personale degli interventi.
Costanza Jesurum
Mara Roberti 
Zsuzsa Berend
Alessandra Di Pietro
Claudio Rossi Marcelli

Quello che penso io l'ho già espresso QUI a suo tempo. Domande, dubbi, voglia di approfondire e speranze mi sono rimasti tutti.

Nel corso del dibattimento, a Parigi c'è stato un convegno internazionale per l'abolizione universale della maternità surrogata, e subito dopo è seguito il pronunciamento del Consiglio d'Europa che ha rigettato (16 voti contro 14) la risoluzione che voleva legittimare e regolamentare la pratica della maternità surrogata.


Tre
Già da un anno si discute di un progetto di legge dal bel titolo Norme per l’incremento del livello di sicurezza del parto naturale, che tra le altre cose prevede l'ecografia intrapartum per il controllo della discesa della testa fetale e l'utilizzo della fascia gonfiabile Baby Birth se qualcosa non procede come dovrebbe. Una bella spinta sulla pancia e via....più naturale di così!
No comment.
Qui un articolo di Valentina Murelli su OggiScienza, uno di Freedon For Birth e un'altro di Salvo di Grazia, meglio conosciuto come MedBunker.



Quattro
L'undici marzo è stata depositata una proposta di legge alla cui stesura ha collaborato anche Human Rights in Childbirth in Italy: Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico.  Progetto che nasce dalla recente dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla prevenzione e l’eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto delle donne durante l’assistenza al parto nelle strutture ospedaliere.


Cinque
Concludo con la bella notizia che al Melograno sta terminando il terzo Master in Arte del Maternage, rivolto a chi desidera avvicinare e approfondire i temi legati all’accompagnamento, al sostegno e al prendersi cura delle donne e degli uomini nel loro divenire madri e padri, al fine di professionalizzare esperienze personali e specializzare competenze già acquisite.
Nel nostro piccolo, al Melograno di Bologna continuiamo a proporre attività e iniziative come infaticabili formichine, ma soprattutto il nostro gelsomino sul davanzale sta buttando nuovi germogli con tutto il vigore della primavera

sabato 5 dicembre 2015

Sapere, saper fare, saper essere




Ritiro fuori questo mio drappo dopo tanto tempo, per la sola ragione che vorrei raccontare qualcosa di personale sul Master in Arte del Maternage del Melograno.  
E' il lavoro finale, quello in cui dovevo cercare di rendere il senso profondo e l'insegnamento del percorso appena concluso, sintetizzato in una specie di mantra: sapere, saper fare, saper essere.

Ho scelto una tela che avevo comprato anni prima a un mercatino: una di quelle stoffe antiche un po' ruvide, tessute con i telai a mano dalle donne nelle campagne, con le quali si facevano lenzuola, federe e asciugamani. Antiche mica poi tanto, quando ero bambina le mie lenzuola erano così.  La particolarità che mi aveva fatto innamorare di questo telo è di essere stato finemente rammendato in un punto in cui era evidentemente rotto. Un rammendo fatto con grande sapienza.
Dunque, antichi saperi e capacità di rammendare ciò che è rotto. Insegnamento numero uno.
Poi ho lasciato che affiorassero le parole che in quei due anni sono state pronunciate nel cerchio, e masticate e digerite, e avevano resistito più di altre. Parole che hanno dato forma a certi pensieri un po' scontornati, che hanno illuminato angoli nascosti, che hanno scaldato il cuore, che ci hanno fatto ridere o ci hanno commosso. Parole intorno a cui si è condensato il mio pensiero sull'accompagnamento alla maternità, la nascita e ai primi passi nella vita dei piccoli.  Perchè le parole sono importanti, insegnamento numero due. E perchè va bene gli antichi saperi, ma i nuovi saperi sono altrettanto importanti, insegnamento numero tre.
Le ho scritte partendo dal rammendo, con il "sapere, saper fare, saper essere" bene in vista.
Infine ho fatto un cerchio rosso e soffice, un cuore pulsante che rappresentasse noi che abbiamo trascorso due anni in un cerchio di donne, passati ad ascoltarci l'un l'altra, a maturare pensieri che si appoggiavano e prendevano slancio dai pensieri delle altre.  Il cerchio è diventato un organismo vivente, un ecosistema in cui ogni singolo elemento interagisce con il tutto. Il raggiungimento di questa pienezza è stato possibile grazie alla cura delle conduttrici, grazie al tanto tempo trascorso insieme che ha permesso un ritmo lento e disteso, e grazie ad ognuna di noi singolarmente. 
Perchè insieme è meglio, insegnamento numero quattro.